Pagine

11 maggio 2026

Agitazione

 Nel buio là fuori il vento agita ogni cosa. La tempesta scaraventa con fragore oggetti sulla strada, posso sentire l'aria fredda soffiare sulle braccia anche con le finestre chiuse. Le raffiche rumoreggiano a intermittenza e il cane ha il sonno inquieto. A me sembra di respirare meglio, ho spento la televisione per non perdere nessun sibilo, ticchettio sui vetri o vibrazione delle ringhiere. Non girano automobili e gli alberi sembrano indifesi e folli per come si sbattono nel buio. Se guardo fuori dalla finestra sento risvegliarsi le strane visioni che avevo da bambina quando mio padre ci portava dai nonni nei giorni di pioggia, e dai finestrini annacquati dell'automobile mi vedevo ritta e immobile nel parco dell'Appia antica a fradiciarmi sotto gli scrosci che piegavano gli alberi e oscuravano la torre di Cecilia Metella. La pioggia fredda inondandomi mi donava sollievo, il buio mi accoglieva senza minacciarmi. La paura stessa che pure provavo, mi era di conforto. Sprofondavo in quel mondo buio d'acqua e vento in uno stato di languore estatico. Era dura tornare al caldo polveroso dell'abitacolo, alla luce dei fari, al riparo asciutto e sicuro del sedile. 

Mentre scrivo è stata diramata una nuova allerta vento, chissà se sarà uragano o tempesta tropicale.