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16 giugno 2016

Scheda N.4 - Arte


Disegno.
La matita frusciando va ad aggiustare traiettorie interiori soggette comunque all'energia-luce
Impossibilità di prescindere dalla materia per quanto astratta
Musica e visione
Musica e vibrazioni che scuotono la materia oscura del cosmo nel profondo, creazione di universi musica
Colloquio teorico attraverso la musica
Ribaltamento della visione e della musica nella parola
Coinvolgimento del mondo visuale nella musica e della parola nel mondo visuale
Ricerca dei canali di intreccio tra questi infallilbili universi se visti ognuno per sé
Misurazione della distanza dei gesti minimi e quotidiani dal senso di questi universi
Elaborazione plastica di ciò che è esclusivamente astratto.

07 aprile 2015

Scheda N.3 - Il viaggio

Viaggio.
Parabola del viaggio come recupero/meditazione/studio delle proprie percezioni
Viaggio come astrazione simile all'arte
Camminare nel mondo guardandosi da un'altezza crescente e decidere così meglio il proprio percorso
guardare il mondo conosciuto con gli occhi del viaggiatore
alzare lo sguardo verso il cielo e i cornicioni equivale a porsi ad un punto di osservazione elevato
Fenomenizzare il viaggio
Opportunità di incontri dall'interno di una solitudine invasa dalla luce sfavillante dell'estraneità
Portare a passeggio la propria fortezza
Esporsi in primo luogo a odori sconosciuti, diverse rifrazioni della luce dovute ai materiali e a un diverso modo di impiegarli
Il suono si propaga per mezzo di nuove metodologie di approccio interpersonale
Ogni dialogo/incontro si prospetta come un'esperienza di rinascita e di una nuova visione di sè stessi
Il ritorno è anch'esso viaggio e ribalta la curvatura della propria proiezione nel mondo
Il viaggio solo sognato attraversa confini ancora più impazienti
Il viaggio in corso ci scolla da una fissità e dilata l'orizzonte del possibile
ma separa anche dalle specificità che ci appartengono e che per tutta la durata del viaggio non riescono più a farci ombra
Il viaggio compiuto si installa come una cimice sotto la pelle del polso e si fonde con i tessuti
l'Eterno Ritorno è anch'esso un viaggio
Non bisogna pensare che l'Eterno Ritorno sia una banalità.

06 ottobre 2014

Scheda N.2 - I ruoli

Figli, ma più nel senso di maternità come ruolo, come guscio che racchiude e che ti esclude dal mondo.
Rapporto con la maternità propria e altrui, incandescenza della propria percezione di capacità/incapacità/inadeguatezza nel senso di non possesso del diritto di insegnare alcunchè.
Separazione e divorzio, impossibilità di rinunciare al padre dei figli e di sottrarre loro la paternità.
Sensazione di poter scivolare in un territorio abitato da desolazione rituali e menzogne ancora più temibili dell'ipcocrisia matrimoniale e/o genitoriale.
Prospettiva dei figli randagi, privi di riferimenti per quanto fragili e soggetti a errore. Donne separate randagie.
Ciò che ti mostra debole è probabilmente la sensazione di non avere il diritto di violare una configurazione di base.
Ciò che ti fa sentire disarmato è la sensazione della menzogna nel trasmettere regole in cui non credi.
Timore/terrore/orrore di esercitare un controllo per il quale non ti senti autorizzato (regole che sai di non avere mai accettato).
Maternità e rapporto con la propria madre, assenza di una paternità o paternità flebile o autoritaria o persecutoria. Maternità eccessiva e maternità deviata, morbosa, psicotica o assente.
Paternità assente o in alternativa violenta.
Voglia di non controllo, delusione dei propri figli, coscienza matura delle debolezze dei propri genitori.
Aborto, desertificazione interiore, ossessione della maternità come desiderio autoimmune
Solitudine dell'essere procreatore
Percezione di sè stessi come DNA da riproduzione, sacchi di cellule funzionali alla vita in sé stessa.

08 luglio 2014

Scheda N.1 - I luoghi

Portuense/Monteverde
I luoghi di una fattispecie di preparazione al niente, ma pieni di luce e gloria della gioventù.
La scoperta del mondo adulto come la fertilizzazione di un mondo di terra grassa e smossa. Aratura della vita, colonne bianche e capitelli in un seminterrato dove il desiderio per l'arte ha covato nel buio, senza riuscire a mostrarsi in gioventù.
Interiorità e tormento, incapacità e rifiuto di adattarsi a una qualsivoglia mimica o integrarsi in gruppo,
soppiantati poi da una frenesia inconsulta di essere parte del gruppo, essere dentro qualcosa e non fuori.
Mala sopportazione dell'esilio recuperato poi con maggior fuoco nell'età adulta.
Inconsapevole cocciuta persistenza nella propria campana di vetro.
Paura di perdersi come costante.
Solitudine profonda, coltivata, incessante, separazione e perdita del mondo. Conquista di una gaiezza durante la post-adolescenza e di un sottobosco di malinconia da lì in avanti.
Riaffiorare del tormento - per lo più poco cosciente - dopo i vent'anni in concomitanza di una profonda assenza da sé.
Elaborazione via via meno emotiva e più profonda --> artistica del tormento come materia incandescente, brodo primordiale a cui  attingere.