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07 gennaio 2025

Normalità

 



Nell'angolo illuminato della finestra 

ho sbirciato la mia assenza

All'interno un rapido movimento che ho riconosciuto

poi è sparito

Nel vento gelido

la luce ancora accesa

Tutto era normale

28 maggio 2024

La giostra

 

Un insolito affaccio

il contorno del braccio

la melodia da una vecchia radio

zingara sincera e fiera,

     si approfitta del mare che ho dentro

illuminante fatica del giorno,

    giostra, traditrice il fieno frusciante

azzurro pastoso mi chiami ed io esco

tutto attraversa me

risuona 

e divento diversa

06 maggio 2024

Il giusto vino



(Antonio Donghi
(Roma, 16 marzo 1897 – Roma, 16 luglio 1963)
Giovinetta, 1931
Galleria d'Arte Moderna di Genova)


Benedetto liquido trasparente traslucido!

I tuoi bagliori mi sciroppano il passato e il futuro, 

e ingarbugli tanto il presente così che io possa finalmente afferrarlo.

Gli alberi immobili mi osservano, e giudicano 

Durante la movida quotidiana dei doveri ci si apparecchiano

i soliti rancori, i rovesciamenti di intenti

Ma basta ridere, e guadagnare sulle mancanze di senso!

Si parli in piena libertà o si taccia per sempre. 

E per questo dappertutto si tace.


09 agosto 2023

Ora

 

(Elena Blank, Donna senza mani, 2010)
                


   Forse ora, proprio ora

che ho costruito questa solitudine intorno a me

che avrò i grandi spazi vuoti di una casa ad avvolgermi

che nessuno verrà a stordirmi

                             a spaventarmi

  Forse proprio ora  

che mi ritroverò

veramente sola, così come

            per tanto tempo ho fantasticato di poter essere

  Forse proprio ora, sarò più lieve

riuscirò a mantenermi in superficie

Ora che nessuno mi ricaccerà in fondo al buio

che non mi sentirò più

          costretta a nascondermi, a inabissarmi

giù in fondo, sempre più in fondo

   Forse così sola

sarò veramente libera

di avvicinarmi al mondo.

06 febbraio 2023

Elegia del tempo che fu



Era bello conoscere le persone quando non le conoscevi e desideravi conoscerle
Quando tutto accadeva per caso, lungo la strada
Era bello passeggiare per le strade di Roma e sentire in anticipo la dolce resa dell'aria di settembre
Quando i passi si destreggiavano tra l'asfalto molle e i gibbosi sanpietrini
Era bello guardare con interesse gli occhi degli altri
Quando il corpo avvertiva il curioso scandaglio di uno sguardo e lievemente irrigidiva, e prendeva coscienza dello spazio che occupava
Era bello il caldo ed era bello il freddo
Quando anche gli altri come me sbuffavano accostando meglio la lana della sciarpa intorno al collo
Era bello non sospettare la stupidità dietro la fronte di ogni donna e di ogni uomo
Quando era facile sentirsi a proprio agio sotto la campana del proprio disagio

06 settembre 2021

Sostanza




Andare oltre la bellezza
superare la fascinazione 
illusorio senso di pace che non può essere un faro, la mèta a cui tendere
Di cosa è fatto dunque l'impulso che ci spinge attraverso lo spazio vuoto
che è il nostro vero ventre-luogo di appartenenza?



30 agosto 2021

Il largo






Stavo prendendo il largo
seduta su un'ostia
i talloni schiacciati
e un fascio di luce sugli occhi
Non vidi mai una sponda


09 ottobre 2018

Non coraggio


Io non ce l'ho il coraggio di dire veramente cosa mi piace e non mi piace
Non ho il coraggio di tirare dritto saltare l'uscita della Pontina e andare verso un luogo a caso
Non ho il coraggio di andare un giorno a via Giannetto Valli, aggrapparmi alle aste nere del portone e guardare in fondo all'atrio per vedere se c'è ancora il bassorilievo in bronzo
Non ce l'ho il coraggio di andare al parco e mettermi a copiare qualche ventoso pensiero davanti a tutti
Io non ho davvero il coraggio di presentarmi con questo corpo davanti a persone di cui  non riuscirei a trattenere lo sguardo
Io non ho il coraggio di mettermi a pensare seriamente cosa non va in questo paese
Vorrei, ma non ho il coraggio di prendere l'ukulele e mettermi a suonare
Non ho il coraggio di parlare e di accettare la mia voce
Non ho il coraggio di prendere un aereo senza i tranquillanti
Io il coraggio non ce l'ho di affrontare con leggerezza l'idea del tempo
E non ho il coraggio di ignorare le parole

16 gennaio 2018

Un'aria di destino




Un'aria di destino sparpaglia premonizioni con un suono di ali sbattute
ci saranno conseguenze
non ci saranno conseguenze

il liquido succedere dell'alba è disperso in un caotico silenzio
frammentarie deduzioni
latitanza del sogno
prosa imbronciata nel canestro della legna

possiamo eludere le foglie
bruciarle nell'acqua poco nota della mente
se ci impegniamo un poco





05 gennaio 2018

Anno nuovo



Solo il grido giovane può indossare
l'orgoglioso diritto di parlare con dolcezza al
mondo e non contro

Fermate la mia voce decrepita
Che strappino le gole infiammate mille urla
rabbiose crivellate a intervalli precisi
chioccolando la giusta poesia dalle grondaie

Che non arrivi mai ad ascoltare dalla mia bocca
il suono di sciroppo d'acero e tacchino al forno
corrotto e vile

piegata nella smorfia di una spiritualità
terrorizzata di ritorno.


(Elena Giacomelli, 2010, Granovisioni)

21 novembre 2017

Il Regno

Ecco chi sono: Ultima Sovrana del Regno di Me Stessa.
Qui prosperano Parole senza voce
suoni del mistero - certamente corde
risate di Follia
echi beffardi della Morte
luoghi stralunati del Tempo
chi siano i viventi nel Regno non so
nessuno che possa dire di conoscere
Neve Nera, sapete, è disciolta
piove sui crani
E la porta sul pozzo che non chiude mai

12 settembre 2017

Autunno



Si sciolgono le tendenze di Settembre
scivolo su una fetta di bresaola

Sconto i sogni del trenta per cento
Metto a dieta desideri e aspirazioni

07 settembre 2017

G.r.a.




La vita spesa sul G.r.a. non è di serie B
il tempo lavora come altrove
Lo striscione lacerato per Regeni a Tor Vergata mima una metafora banale

Davanti lo svincolo si curva incastrato nelle nuvole,
poco sotto l'insegna del Lidl
Bellezza di borgata ma più simile all'America

mi piace abitare la città triste

28 agosto 2017

Elegia di fine estate



Mi fermo a leccare i gusci dell'estate
mentre la strada si scioglie e le mele grandinano sui palmi

Dobbiamo tornare alle storie stremate di agosto
Al nettare fumato sui fianchi delle barche

Ancora ciechi dei riflessi sulla rosa di un ginocchio

29 maggio 2017

Jingle


Sono così squallide queste vezzose tendine charleston. Un jingle penetrante la cui stupidità esalta la piattezza di un risveglio ordinario. Mi indispone la leggerezza di questi svolazzi vermigli. Vorrei sentirmi dolce, invece.
Mi circondo di cose, compro cose per anestetizzarmi, proprio come tutti. Sono e voglio da sempre essere come tutti.




dalla mia vecchia casa  Vagamente sonnambula

21 gennaio 2017

Il vaso

Un altro vaso sconcio
e un riflesso verde smeraldo

ci battiamo per la pronuncia del chatworld
senza comunicare altro che svendite

salta-fosso primordiale

un gran minestrone dietrologico




10 ottobre 2016

Orizzonte

La delete della voce
come una natura senza linguaggio
come sparare sulle stelle

viaggiavi al contrario
sapevi chi eri o tentavi soltanto mille strade di valenza?
in volubili strisce di carta appiccicata ai vestiti
eri cosciente o eri in fuga
vagante di un piccolo personale cosmo-angoscia
salvifico razzo interstellare stralunato tra mille
intromissioni nelle galassie-coscienza

ci sono e c'erano tele strizzate sulle strade rosse
perfette lineari incubatrici per le tue  - e mie -  grandi ossessioni
crocifissioni alberi e paurosi segni morti
sensazionali fusioni di peccati

quello che capivo
quello che non capivo
e che non so e che non capisco
il tuo vero piano il tuo solo progetto
farmi vedere farci lottare
combattere per la tua guerra e una pietra nera

era pieno di luce il nostro inverno
ho viaggiato tanto a lungo  
il treno era grigio la musica distorta
graffiavo con foga ogni simbolo indelebile
e tu ritornavi con un'illusione più grande
tutto, tutto, tutto compresso in un gorgoglio impossibile
e perfetto

tutta la vita in un bacio sulla morte

ora il terrore è qui davanti alle istruzioni di un codice
e non c'è più il tempo

ora senza una strada uccido pietosamente le luci di mille divergenze
e nel precipitato di un orizzonte
apro gli occhi

chiedendo di dormire

04 ottobre 2016

L'arte

Tu hai detto: 'Le domande innocenti sono anche le più pericolose'.
Non ho capito cosa significasse. Anche quando la banalità ti offendeva e ti rabbuiavi all'improvviso, quando la volgarità strappava il velo della tua imperturbabilità,  non sapevo interpretare completamente le tue ragioni.
Amavi ferire perché la superficialità ti causava un dolore. E solo nel dolore di un altro potevi specchiarti.
Tremavi d'arte.
Volevi che il mondo intero tremasse, in stato di assedio, alla spada della tua innocenza.

02 agosto 2016

La lista

Secondi ore minuti
per terra ora di cena

giorni anni
risate libri spesa al mercato

stagioni foglie rosse asfalto che brucia
un maglione la strada musica

mesi scarpe

settimane ciglia lunghe
pioggia passi televisione

treni
liquore

parole