Nell'angolo illuminato della finestra
ho sbirciato la mia assenza
All'interno un rapido movimento che ho riconosciuto
poi è sparito
Nel vento gelido
la luce ancora accesa
Tutto era normale
Nell'angolo illuminato della finestra
ho sbirciato la mia assenza
All'interno un rapido movimento che ho riconosciuto
poi è sparito
Nel vento gelido
la luce ancora accesa
Tutto era normale
Un insolito affaccio
il contorno del braccio
la melodia da una vecchia radio
zingara sincera e fiera,
si approfitta del mare che ho dentro
illuminante fatica del giorno,
giostra, traditrice il fieno frusciante
azzurro pastoso mi chiami ed io esco
tutto attraversa me
risuona
e divento diversa
Benedetto liquido trasparente traslucido!
I tuoi bagliori mi sciroppano il passato e il futuro,
e ingarbugli tanto il presente così che io possa finalmente afferrarlo.
Gli alberi immobili mi osservano, e giudicano
Durante la movida quotidiana dei doveri ci si apparecchiano
i soliti rancori, i rovesciamenti di intenti
Ma basta ridere, e guadagnare sulle mancanze di senso!
Si parli in piena libertà o si taccia per sempre.
E per questo dappertutto si tace.
Forse ora, proprio ora
che ho costruito questa solitudine intorno a me
che avrò i grandi spazi vuoti di una casa ad avvolgermi
che nessuno verrà a stordirmi
a spaventarmi
Forse proprio ora
che mi ritroverò
veramente sola, così come
per tanto tempo ho fantasticato di poter essere
Forse proprio ora, sarò più lieve
riuscirò a mantenermi in superficie
Ora che nessuno mi ricaccerà in fondo al buio
che non mi sentirò più
costretta a nascondermi, a inabissarmi
giù in fondo, sempre più in fondo
Forse così sola
sarò veramente libera
di avvicinarmi al mondo.
Ecco chi sono: Ultima Sovrana del Regno di Me Stessa.
Qui prosperano Parole senza voce
suoni del mistero - certamente corde
risate di Follia
echi beffardi della Morte
luoghi stralunati del Tempo
chi siano i viventi nel Regno non so
nessuno che possa dire di conoscere
Neve Nera, sapete, è disciolta
piove sui crani
E la porta sul pozzo che non chiude mai