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| Collaborative Collage by Irina and Silviu Székely |
22 luglio 2013
16 luglio 2013
Franny e Zooey (J.D.Salinger)
Le dinamiche familiari registrano, a valle del duplice suicidio di due dei fratelli Glass, ex Bambini-Eccezionali come gli altri e come Franny stessa, i tentativi della madre Bessie e di uno dei sopravvissuti, Zooey, di suscitare una reazione in Franny, scuoterla dall'ossessivo automatismo linguistico in cui si è rifugiata per sfuggire all'incubo dell'ipercoscienza. Il rimedio di Bessie a base di reiterati inviti a sorbire brodo di pollo - nella speranza probabilmente di farla regredire alla serialità di una struttura mentale di base - fa da contrappeso al nutrimento scelto da Zooey, la sovrastruttura suprema delle parole. Il linguaggio in
effetti invade le pagine di questo libro come un'entità che si fa dilagante e multiforme al pari degli ego straripanti che trasmette. Essere come tutti gli altri - almeno nelle intenzioni - solo in modo diverso, sembra la consapevolezza più bruciante che emerge da questi dialoghi-monologhi sulla nausea per sè stessi e per l'umanità. In più di un passaggio è stato strano ritrovarsi a pensare alle circonvoluzioni Wallaciane, e probabilmente non c'è davvero niente di cui stupirsi. E' solo che non avevo mai letto Salinger, e comunque non lo avevo previsto. Dopo molte pagine dense di dubbi sulle differenze tra le varie tipologie di accumulo - di ricchezze, di frivolezza, di cultura, di spiritualità - esposte nella più articolata serie di complessi atteggiamenti fisici e linguistici, non è facile assorbire le conclusioni cui giunge S. nel finale. Una virata violentemente ottimista, così intrisa dello spiritualismo più biecamente semplificante, da fare davvero impressione.
03 luglio 2013
02 luglio 2013
28 giugno 2013
Justify your love
He has a guitar
and no strings did exist before
He has hands
which feel like artistic moments
He has a voice
drawing the pain for time
He has mystic hair
flying wild in my thoughts
He has legs
a book touching one
He has lips
madly tightened in words
He has anger
I swig to stand
He has eyebrows
I drew in a cold day
He has a chest
dreaming a bed
He has a deepness
like a forest in a moonless night
He has a sway on art
ever shading my floor
and no strings did exist before
He has hands
which feel like artistic moments
He has a voice
drawing the pain for time
He has mystic hair
flying wild in my thoughts
He has legs
a book touching one
He has lips
madly tightened in words
He has anger
I swig to stand
He has eyebrows
I drew in a cold day
He has a chest
dreaming a bed
He has a deepness
like a forest in a moonless night
He has a sway on art
ever shading my floor
23 giugno 2013
11 giugno 2013
Minuto
Un grido in bianco e nero. Pelle d'argilla appesantisce i sogni, non sono certa che penetrino a dovere. Separatamente siamo la punta di un chiodo, insieme due buchi uno accanto all'altro.
Gratto la polvere sui libri, creo profili spezzati a incastro tra i discorsi inutili. Sono un disco rotto te ne accorgi? Eppure neurologicamente sana, così sembra.
In quanto madre indosserei un assillo vuoto, ma come mi vesto quando resto sola? Dove raccolgo le ceneri dei sorrisi? Tradiscono geometrie deboli, vivono tra ombre in traiettoria.
Mi stravacco sulla luna con un sorriso rauco, come una vecchia hippy.
C'è da morire di paura.
Mi stravacco sulla luna con un sorriso rauco, come una vecchia hippy.
C'è da morire di paura.
28 maggio 2013
TEMPO
27 maggio 2013
Artistic moment
Stavo spixelando qua e là "La lentezza" di Kundera ascoltando questa versione di "What Will You Say". Leggevo soffermandomi su una frammento di frase tornando indietro e interrompendo spesso nei momenti in cui una svolta particolare della voce o un imprevisto nella musica mi costringeva a spezzare il pensiero, e riconsiderare il curioso vibrante universo che senza troppa intenzione avevo costruito intorno a me.
An artistic moment ho pensato. L'ho creato, finalmente, eccolo qui... e accidenti voglio che duri...
"(...) l’uomo curvo sulla sua motocicletta è tutto concentrato sull’attimo presente del suo volo; egli si aggrappa a un frammento di tempo scisso dal passato come dal futuro; si è sottratto alla continuità del tempo; è fuori del tempo - in altre parole, è in uno stato di estasi: in tale stato non sa niente né della sua età, né di sua moglie, né dei suoi figli, né dei suoi guai, e di conseguenza non ha paura, poiché l’origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere."
"Time feels like it's flown away
The days just pass and fade away"
"Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle?"
"It's funny now
I just don't feel like a man..."
"Strano connubio: la fredda impersonalità della tecnica e il fuoco dell’estasi."
"My face..."
"In questo romanzo niente rimane un segreto esclusivo fra due esseri; tutti sembrano vivere all’interno di un’immensa conchiglia sonora in cui ogni parola, anche solo sussurrata, rimbomba, amplificata, in molteplici e interminabili echi. "
"Na na na na na na na na ... na na na na na na na na. na na na......."
"È questo il paradiso del piacere? O invece l’uomo, senza rendersene conto, vive da sempre in una conchiglia sonora? "
"Mother dear, the world's gone cold
No one cares about love anymore.."
"All’alba si separano"
"I can feel your time crawling
To a slow end"
"La vedo ora condurre il cavaliere attraverso il chiarore lunare."
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh........
"I can feel my time crawling
To a slow end... "
Intanto il brano è finito ma io ora non posso smettere, così trovo questo:
"Dar forma a una durata è l’esigenza della bellezza, ma è anche quella della memoria. Ciò che è informe è inafferrabile, non memorizzabile. "
"My heart can't take this anymore
What will you say
When you see my face?"
Realizzo improvvisamente che il segreto in questo caso è una inclassificabile qualità di musica/atteggiamento cerebro-musicale che riesce ad afferrare misteriosamente le redini della poesia. Il mistero si fa denso perchè non è nel testo a volte eccessivamente oscuro altre ordinario che il processo si realizza. Ma in una terra di mezzo tra una vibrazione e l'altra, tra un'esplosione vocale e un calo tonale macchiato dalle più sorprendenti imperfezioni. Non è meno di quattro o cinque volte in un solo pezzo dal vivo che mi sorprendo a pensare: "Ah! ecco una stonatura... Dio che splendore...".
Finchè non so come sono risalgono alla superficie della mente le metalliche spiegazioni di Hawking sulle stringhe vibranti.
Così per un momento mi sembra di averli nelle mani i fremiti di energia per deformare lo spazio-tempo in un numero infinito di universi possibili.
"It's funny now
I just don't feel like a man..."
Ore 15,23
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20 maggio 2013
Alcunchè
In una notte dalle ombre sciolte fa la sua comparsa la liquefazione tremula al di sotto dello sterno. Il suono disperso fa il verso a un'interiorità non perfettamente contenuta all'interno dei propri confini. Qualcosa si appropria delle mie parole e le spappola. La nostalgia del futuro o del tempo mai accaduto è cosa dispendiosa e simula la tragedia, che si ferma un attimo prima di erompere. Un nodo di tensione che non implode, non ferisce. Probabilmente è votata a una lucida decomposizione.
Tipicamente la vita lotta non portando a termine alcunchè.
Tipicamente la vita lotta non portando a termine alcunchè.
15 maggio 2013
02 maggio 2013
Alzara project
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| Scribbled Wire Sculpture by David Oliveira |
Ho una scrittura grezza e arrogante. Quando tento di costruire, limare e rifinire mi ritrovo imbrigliata in un linguaggio simbolico in terra fantasma che non riesco a normalizzare, e quando infine mi sforzo aggiusto e riaggiusto non sono certa di aver ottenuto quello che volevo. Rileggo e mi dico che quello che volevo era proprio il linguaggio simbolico. Forse la spiegazione va cercata nel motivo per cui mi piacciono la letteratura americana e Sean Penn*. Non perchè siano grezzi o arroganti - forse un pò anche per questo lo ammetto -, ma perchè guardano il mondo da una prospettiva delusa; non dal tempo però, piuttosto per via di un'incapacità ad adattarsi che si esprime nel non volersi sgrossare. Come se l'eccesso di stile depotenziasse l'urlo che per chiunque è il vero movente del voler dire qualcosa. Sembrano ingenuità, percezioni adolescenziali, comunicazione di pancia. Forse è solo insofferenza. Sappiamo che non è così che funziona, la letteratura lo dimostra ampiamente con le sue storie scarne e potenti, i linguaggi purificati che scolpiscono le epoche. Eppure non basta. Non basta a me, e non basta ora e qui, in un universo come questo in cui le voci sono dappertutto provengono da ogni punto dello spazio e del tempo e si accavallano coprendo le voci con altre voci, e qualunque cosa si dica di certo la replicherà qualcuno tra un momento, e anzi è molto probabile che l'abbia già detta un altro. Così rimane solo l'urlo svuotato che si sgretola e inghiotte il tempo, e il tempo si scompone in tante piccole schegge perdendo la funzione di contenitore e di chiave di lettura di una coscienza in evoluzione. E' così che l'idea di Alzara è nata e - molto molto lentamente - sta procedendo. Le schegge si sparpagliano in tutte le direzioni sulle pagine e così sia.
*Più l'idea del regista e attore Sean Penn che non il vero regista e attore Sean Penn.
12 aprile 2013
Fare disfare scrivere studiare
Ho scelto questi due corsi, uno all'Università della Pennsylvania, uno all'Università di Austin, Texas.
Introduction to Art: Concepts & Techniques
About Ideas of the 20th Century
Tutti i corsi sono gratuiti e in lingua inglese.
Alcuni rilasciano una certificazione delle competenze acquisite.
I corsi disponibili sono qui:
Coursera
edX
Introduction to Art: Concepts & Techniques
About Ideas of the 20th Century
Tutti i corsi sono gratuiti e in lingua inglese.
Alcuni rilasciano una certificazione delle competenze acquisite.
I corsi disponibili sono qui:
Coursera
edX
21 marzo 2013
Inutile, disutile, inane, inconcludente, infruttuoso, sterile, vano...
Coloro che prediligono attività vane lo fanno anche per chi è destinato a contestarli. Si potrebbe anzi pensare che la vera missione di chi frequenta l'astrazione sia quella di essere contestato. In questo senso non sono tanto dissimili il fervore religioso quello artistico e quello adolescenziale: tutti e tre questi stati psichici sono schiavi di un'intransigenza, e venerano la trascendenza e la trasfigurazione del quotidiano.
04 marzo 2013
Il quadrato bianco
Non è mai stato facile, e non lo è nemmeno ora. Un quadrato bianco cancella un volto, comunica alla clientela che Ziggy l'alieno non c'è più, almeno non così com'era. Nemmeno noi mentre assistiamo urlanti al suo e nostro divenire siamo più quelli, modificati, alcuni cresciuti all'ombra di un'elegante follia anche per mano sua. Abbiamo bisogno dell'uno e dell'altro, del giorno prima e di quello dopo. Di quanto eravamo non possiamo mica far finta che non sia mai stato. Ma l'avvertimento è d'obbligo, giusto se a qualcuno venisse la tentazione di cercarlo ancora in quel modo dentro questo disco. Cosa c'è all'interno quindi? Questo nuovo essere qui, non meno complesso, non meno intenso e spiazzante. E' ancora Bowie, non scherziamo, c'è eccome dietro la figura grigia che fa la spesa a New York con lo sguardo sprofondato nel volto sciolto, altrimenti non avrebbe scelto la copertina di Heroes trasfigurandola. Eroe in battaglia con il tempo. Ma cerchiamolo nel modo giusto, non dietro una patetica imitazione di se stesso. La nostalgia è una minaccia non meno orrenda della morte. Una certa parodia ci sta, la malinconia anche, perchè negarla, soprattutto quando pensi a Berlino, al chiasso infernale degli anni '70. Dove siamo adesso? Siamo qui, a dire la verità un pò stanchi, abbiamo da fare. Vediamo le cose sbilenche, con un occhio diverso dall'altro, non c'è rimedio. Stiamo ancora tentando di adattarci alla vita sulla terra. >>Ziggy si sveglia a mezzanotte
17 gennaio 2013
Espressione
Una lettera d'amore, o l'espressione di un desiderio, assoluto, insincero, completamente falso, certo. Tale è l'ebbrezza - generata, respirata - da non potersi figurare a guardare fissi davanti sè o addirittura intorno come normalmente si fa. L'altezza, la vertigine, non sono che il sottinteso bruciante di una follia spaventosa che fa del vuoto l'estasi. E per questo si resta per tutto il tempo a guardare verso l'alto, senza alcuna preoccupazione di essere o non essere sè stessi.
"Il trucco? Eccessivo. Sfacciato. Gli occhi allungati fino ai capelli. Le unghie dipinte. C'è forse qualcuno di normale e ragionevole che cammini su un filo o si esprima in versi? E' davvero da pazzi. Uomo o donna? Mostro, decisamente. Anzichè sottolineare la singolarità di un simile esercizio, il trucco l'attenuerà: non stupisce infatti che un essere carico di ornamenti, dorato, dipinto, equivoco insomma, passeggi senza bilanciere là dove mai si avventurerebbero un piastrellista o un notaio.
Imbellettato, dunque, e sontuosamente, fino a provocare, non appena comparirà, la nausea. Già alla tua prima piroetta sarà chiaro che quel mostro dalle palpebre violette poteva danzare solo lì. E' senz'altro questa sua particolarità, si diranno tutti, a portarlo su un filo, è quell'occhio allungato, sono le guance dipinte, le unghie dorate a costringerlo là dove noi - Dio ce ne scampi! - non ci avventureremo mai."
(Jean Genet, Il funambolo)
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07 gennaio 2013
31 dicembre 2012
New Year's Eve Prayer by Jeff Buckley

"You, my love, are allowed to forget
About the Christmas you just spent stressed out in your parents house.
You, my love, are allowed to shed
The weight of all the years before, like bad disco clothes,
Save them for a night of dancing, stoned with you lover.
You, my love, are allowed to let yourself drown
Every night in bottomless wild and naked symbolic dreams.
You, my love, in sleep can unlock
Your youth and your most terrifying magic and dreamings for the courageous.
You, my love, are allowed to grab my guitar
And sing me idiot love songs if you've lost your ability to speak.
- Keep it down to two minutes.
You, my love, are allowed to rot and to die
And to live again, more alive and incandescent than before.
You, my love, are allowed to beat the shit out of your television.
Choke its thoughts and corrupt its mind.
Kill! Kill! Kill! KILL the motherfucker before the song of zombiefied pain and panic and malaise and it's narrow right-winged vision and it's cheap commercial gang rape becomes the white noise of the world.
Turn about is fair play.
You, my love, are allowed to forgive and love your television.
You, my love, are allowed to speak in kisses to those around you and those up in heaven.
You, my love, are allowed to show your babies how to dance full bodied, starry eyed, audacious, supernatural and glorified.
You, my love, are allowed to suck in every single endeavor.
You, my love, are allowed to be soaked like a lovers' blanket in the New York summertime with the wonder of your own special gift.
You, my love, are allowed to receive praise,
You, my love, are allowed to have time,
You, my love, are allowed to understand,
You, my love, are allowed to love,
Woman disobey,
When little men believe,
You, my love, are Rebellion."
About the Christmas you just spent stressed out in your parents house.
You, my love, are allowed to shed
The weight of all the years before, like bad disco clothes,
Save them for a night of dancing, stoned with you lover.
You, my love, are allowed to let yourself drown
Every night in bottomless wild and naked symbolic dreams.
You, my love, in sleep can unlock
Your youth and your most terrifying magic and dreamings for the courageous.
You, my love, are allowed to grab my guitar
And sing me idiot love songs if you've lost your ability to speak.
- Keep it down to two minutes.
You, my love, are allowed to rot and to die
And to live again, more alive and incandescent than before.
You, my love, are allowed to beat the shit out of your television.
Choke its thoughts and corrupt its mind.
Kill! Kill! Kill! KILL the motherfucker before the song of zombiefied pain and panic and malaise and it's narrow right-winged vision and it's cheap commercial gang rape becomes the white noise of the world.
Turn about is fair play.
You, my love, are allowed to forgive and love your television.
You, my love, are allowed to speak in kisses to those around you and those up in heaven.
You, my love, are allowed to show your babies how to dance full bodied, starry eyed, audacious, supernatural and glorified.
You, my love, are allowed to suck in every single endeavor.
You, my love, are allowed to be soaked like a lovers' blanket in the New York summertime with the wonder of your own special gift.
You, my love, are allowed to receive praise,
You, my love, are allowed to have time,
You, my love, are allowed to understand,
You, my love, are allowed to love,
Woman disobey,
When little men believe,
You, my love, are Rebellion."
https://www.youtube.com/watch?v=iO8Fom2XGts (2:32 Whatever you like)
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